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Giorni che passano...
Mare che chiama,
mare che accoglie,
tra le tue braccia
io sono viva.
Con i piedi nell'acqua
mi guardo intorno,
spalle al sole,
e sento il calore che brucia.
Una solitudine infinita mi prende,
senza lacrime dal sapore salato.
Nulla posso,
nulla è per sempre,
nulla è consolatorio
in mancanza d'amore.
Sentire, amare, vivere,
piangere, baciare, sfiorare,
precipitare nella passione,
lontano. Forse.
Forse nulla è preduto.
C'è qualcosa che spinge,
dentro di me si imbizzarrisce,
sale come la lava di un vulcano.
Brucia gli occhi,
fa tremare le mani,
le fa tendere al nulla,
le fa tendere ugualmente al nulla.
Tutto torna indietro.
Prima o poi.

Inquietudini
Punto uno: mi dovrei fare i complimenti da sola. Ad agosto sono andata a richiedere una consulenza legale per iniziare a pararmi il lato b in previsione dell'undici novembre, data in cui scadono i termini della separazione. Credevo, pfui a me, ma convinta che la parte avversa non avrebbe aspettato mezza giornata, di giocare d'anticipo. Appuntamento giovedì (con una nuova avvocata per tastare il terreno), carte tutte pronte e tempo per richiederne altre. Ma venerdì squilla il telefono e, dalle nebbie del tempo, la mia avvocata di tre anni fa mi fa sapere che l'avvocato della parte avversa si è già mossa per dettare condizioni di divorzio. Mi ero detta, che prima di ricontattare lei, avrei chiesto un altro parere. Quindi, settimana prossima, altro round. Devo ricordarmi di telefonarle.
Punto due: mi rendo conto di essere, da qua, completamente assente. Nel senso che scrivo ogni tanto, rispondo ogni tanto ai commenti, e giro molto poco per gli altri blog. Istintivamente, per come sono fatta, tenderei a chiedere scusa, perchè pare una mancanza di interesse per le perseno che mi seguono o mi hanno seguito. Non è così. Penso a molti di voi con affetto. Mi piacerebbe averli vicino per un caffè, due chiacchiere, un vis a vis che in questo mondo è poco possibile per tutta una serie di problematiche. Mentre io, in questo momento, ho bisogno di materialità. Nel frattempo mi rendo conto che da qua non ci passa quasi più nessuno.
Punto tre: la schiena continua a tormentarmi da un sacco di tempo. Lombalgia. Se mi siedo mi alzo a fatica. Solito discorso: terapie fisiatriche. Ma poi? Mica basta un'ora di danza alla settimana, ma di più non posso fare. Domani spero di farmi una nuotata al mare, e spero nella clemenza del tempo.
Punto quattro: ho anche un dente che fa i capricci. Non fa male, semplicemente ha deciso che dobbiamo separarci senza possibilità di scelta, temo. E continuo a rimandare la telefonata. Non perchè abbia paura del dentista, che è bravissimo, ma ogni volta che mette mani in bocca son mazzate. Dovrò farlo.
Punto cinque: questa è una sciocchezza. Ma trovarsi, su facebook, nello stesso gruppo con una persona che era l'altra, quella ufficiale, di una storia, d'accordo ormai passata, ma il rospo è stato duro da mandare giù, anche perchè mi ha completamente destabilizzato definitivamente, mi ha fatto restare basita. Con quel nome che spiccava come una lucina. Sembrava dirmi "chiedi la mia amicizia".
Pioggia che arriva
Dei volti. Mi capita, talvolta e a dirla tutta molto raramente, di vedere un volto che vorrei segure con un dito. Passarlo sulle sopraciglia, sugli occhi, seguire il contorno del mento per sfiorare le labbra.
Mai volti bellissimi, solo interessanti. Vissuti per certi versi.
Una sessualità ferita la mia. Una sessualità che si era risvegliata con una voce. Ferita da chi doveva amarla e invece l'ha solo sepolta sotto una cenere di gesti e parole. Gesti senza amore e parole senza rispetto.
Oggi lo dovevo scrivere questo. Oggi che finalmente ho visto il video dello spettacolo. Oggi che lì non mi sono piaciuta perchè mi son vista goffa e "ingombrante". E goffa e "ingombrante" lo sono per causa mia, non senza colpe altrui. Non cerco capri espiatori. Potrei trovarne troppi. Meglio allora lasciar perdere.
Son stanca di me così.
Mi sto facendo crescere le unghie, mi metto anche lo smalto. Dovrei farlo anche in senso figurato. Mi si chiede come faccio a essere così remissiva e per certi versi cogliona. Carattere? Penso spesso che invece sia paura, una paura che non riesco a cacciare lontano da me che mi rende debole senza che riesca a graffiare. La stessa paura che ho quando penso a fare l'amore con un uomo.
Chissà se qualcuno ha capito, con il tempo, cosa aveva voluto dire per me farci l'amore. Ma dubito. Quello, per lui, era solo sesso tra adulti consenzienti. Non per me. Non per me. Per me era molto di più. Ma anche questo è passato.
Ora quel che posso fare è ricominciare. Tutto da capo.
Il perdono
E' dei forti o dei deboli? Dare seconde possibilità è da fessi o da coraggiosi?
Domande che passano nella mente senza particolari situazioni, che qua, insieme a questo caldo che non passa, questa pioggia che non arriva, le cose restano immobili come le foglie sugli alberi (quelli che non sono bruciati). Non so neanche io se voglio una scossa, di quelle potenti che scacciano tutti i demoni e tutti gli angeli.
Strano settembre questo. Mi sembra così strano che le scuole ricomincino tra pochi giorni, come se fossero in anticipo sui tempi. Tutta l'estate è stata strana. Forse perchè non mi sono mossa da qua, forse perchè non avevo il mio erede qua per così tanto tempo, forse perchè anche dentro di me qualcosa sta cambiando. E non solo in me. Anche intorno a me. Casa ha già cambiato, di nuovo!, aspetto.
E le rane aumentano.
Nessun perdono in vista.
Debole e fessa agli occhi dei più.
Viva, sempre e comunque.
Al via
Un paio di settimane e l'avventura continua. Oggi iscrizione, per il secondo anno, ai corsi di musical! Mi emoziono già da ora. Penso già alle risate che ci faremo. Il "nostro" Don Silvestro (che continuo a chiamare Don Pasquale) era anche lui lì, in prima fila come me a iscriversi. Speriamo che ci siano di nuovo tutti, e anche altri nuovi (che più siamo e più ci divertiamo). E chissà che quest'anno non riusciamo ad avere anche noi il maestro di canto (il famigerato Stefano dagli occhi azzurri, serissimo e bravissimo, che però forse mi ricorda un po' troppo un altro Stefano dagli occhi azzurri).
Oggi, stranamente sono in pace con me stessa e vedo tutto roseo davanti a me, anche le cose più pesanti. Sarà il libeccio che rinfresca la mente??

Pensavo
Pensavo di averle sentite tutte. Parlo delle scuse che gli uomini si inventano quando hanno un'amante e devono giustificarsi con la moglie. Porto fuori la spazzatura, ho una cena di lavoro o un viaggio di lavoro, palestra, prove di concerto, un'operazione improvvisa per i medici ecc. ecc. Ma l'ultima che mi hanno raccontato è da vero idiota: ossia fingere un'improvvisa omosessualità e quindi una serie di uscite con il presunto "amico" che invece, ovvio!!!, trattavasi di un'altra donna la quale si è già separata, mentre lui, il presunto gay, ancora vive con la moglie.
Che cuor di leoni. Questo lo fece anche quello che ho sposato io (che però da gran macho quale si reputa, mai avrebbe usato una scusa simile!!), cioè trovar scuse banali ed essere scoperto in un centesimo di secondo. Fattevi un tantino più furbi. Se dite che andate a lavorare, non tornatene belli abbrozzati, per non dire ustionati, quando, in realtà, avete detto di lavorare in ufficio tutto il giorno!
Ah, e tiratele fuori, ogni tanto, le palle!!! O devo pensare che li ho trovati tutti io?