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mercoledì, 18 novembre 2009

Giro. giro tondo...
 
Che se il mondo non cascasse, non andremmo tutti a terra!

Che dire, mi manca il respiro. Davvero. La cura sembra fare peggio. O è l'ansia che mi divora? Eppure niente è successo, tutto è uguale a prima, e i miei viaggi nel passato non suscitano più niente di niente.

Carenze. Quante volte ancora lo vedrò scritto da me da qualche parte? Penso sempre, penso ancora mille e mille volte.

E questo respiro che manca. Una sensazione veramente brutta. E quel chiedermi sempre i perchè e i percome, con risposte che mi fanno sorridere e ghignare, e anche se l'amore è cieco, io penso a come ho fatto a sentirlo così forte e ora l'averlo lasciato cadere nell'oblio mi sconcerta. Per me è giusto così. E voglio uno strappo deciso. Come ho già dato strappi decisi. 
 
Respirare, respirare.

Postato da: lacolf a 19:52 | link | commenti (2)

martedì, 10 novembre 2009

Oltre
 
Guardare oltre. Oltre l'orizzonte, oltre questo orizzonte ristretto e talvolta buio. Mi penso, e mi faccio tenerezza in questa solitudine. Perchè son così. Capace di amore immenso, ma con questo bisogno di solitudine sempre e comunque che mi fortifica. A volte mi fa piangere. Ma non è la solitudine in sé. E' una specie di vuoto immenso che sento, come un silenzio senza nessun suono, senza neanche il battito del proprio cuore. E questo farebbe di sicuro spavento, questo non sentire. 
 
E le lacrime che scendono, che non sono per rabbia, ma per questo vuoto, e in una se ne concentrano cento. Una mancanza di protezione atavica che contnuo a ricercare. Nell'amore, nelle amicizie, in tutti i possibili affetti. Qualcuno che mi difenda, anche da me stessa. Qualcuno che mi coccoli ogni tanto, anche con una sola parola. Un sorriso, una carezza amica, un abbraccio anche piccolo. 
 
Ma niente ipocrisie o secondi fini. Quando mi accorgo di ciò divento una belva e, per fortuna di qualcuno, riesco a controllarmi. Chissà se invece partissi con sceneggiate alla napoletana senza reprimere il mio istinto! A volte ho l'impressione che stia per scoppiare. E ho bisogno di aria, in tutti i sensi (oggi ho scoperto di avere l'asma, pure).
 
E prendo la moto e parto per qualsiasi posto, con qualsiasi scusa. Mi basta uscire di casa. Oggi niente occhi. Che stupida illusione ritornare in quel supermecato. E che stupidità levarsi gli occhiali davanti al maestro di canto per non guardare i suoi di occhi. Ecco, non riesco più neanche a scrivere "occhi azzurri", e la ritengo una cosa da manicomio, come l'aver voglia di sapere come sta, lui, il vero "occhi azzurri", con le sue mani, il suo violino mai sentito, le sue parole ipocrite che non hanno avuto una spiegazione che non fosse banale. Che io una spiegazione me la son comunque data. E quella spiegazione non avrei voluto darmela perchè presuppone che son stata una babbiona solenne. Si impara da tutto. Anche se non tutti imparano. Io più di tutti. Resto babbiona.
 
E mi mancano gli abbracci di mio figlio. Do la colpa all'età, ma dentro di me so che non è solo quello. Mi rendo conto che faccio fatica a indagare perchè è come parlare con un muro di gomma. Un rimbalzo continuo che ferisce. Oggi, qualunque cosa io dica, qualunque cosa io faccia, sembra essere sempre quella sbagliata. Non dentro di me. 
 
Vado a sognare.

Postato da: lacolf a 23:12 | link | commenti (2)

sabato, 07 novembre 2009

Occhi nella folla
 
Occhi gentili e solitari, che mi hanno colpito. Con quel colore intenso. Occhi di uomo, che pensavo di non guardare più, perchè gli uomini mi hanno deluso profondamente. Meglio sola, pensavo. Fino a pochi giorni fa. 
 
Un'illusione su uno sconosciuto. Non lo conoscerò mai, lo so. Ma quello che ha risvegliato in me è stato come un fulmine a ciel sereno. 
 
Nel mentre un'altra giornata al Pronto Soccorso, per una distorsione dell'erede caduto mentre giocava a rugby. Papy inesistente, ma ci ho pensato io a farlo esistere dandogli i papiri per il controllo che - apriti cielo! - è in un giorno lavorativo. Perchè, guardacaso, è figlio mio in quei casi, è figlio suo quando deve fare lo sborone (l'ultima è un catorcio da quaordicenni costato quanto una Matiz) o a cene di lavoro, oppure durante i fine settimana.
 
"Domani parlo con il mio avvocato!" Vai, parlaci che quasi ci siamo, quattro giorni e puoi andartene, dopo avermi dato quello che mi spetta, a fare pentole insieme ai tuoi colleghi. E non la smette di insultare. Da oggi basta, in casa mia non ci mette più piede, che parli anche con la mia, di avvocata... 
 
Ah, son pure certa che avrà da ridire sul fatto che spendo soldi per il corso di musical! Che per fortuna, almeno quello, sta andando benissimo e abbiamo persino il maestro di canto (anche se devo ammettere che mi fa un certo effetto vedermelo davanti per un'ora data la somiglianza con un'altra certa persona, nonchè stesso nome). 
 
Oggi scrivo per gentile concessione del pc da parte dell'erede. Il mio è out. Kaput. Morto per virus. Quando avrò i soldi lo riparo. O stacco internet. 

Un abbraccio a tutti. Torno quando posso.
 

Postato da: lacolf a 21:11 | link | commenti (3)

venerdì, 23 ottobre 2009

Momenti di pausa

O almeno così pensavo. Ma la vita corre comunque e non lascia il tempo di pensare nonostante il non-fare in senso lavorativo. Che poi è sempre quello che preme. Non a tutti, ma alla maggior parte di certi uomini (specie uno a caso!).

Che dire, sconsolata. A momenti pure incazzata.

"Mi hai fatto solo del male e ora sono un vecchio solo". Scusa? Io ho fatto del male a te? Tu sei un vecchio solo? Ma povero, povero ciccio... E dove cazzo eri quando tuo figlio era davanti al preside con il naso che sanguinava e un incisivo rotto? A volte mi viene da pensare che l'ha studiata proprio bene: un bel trasferimento fuori Genova così mi lavo le mani da tutto. Perchè la sottoscritta, quasi ogni giorno, ha una mandria di adolescenti affamati come lupi, in giro per casa (che poi è un buco) con play-station, pc e stereo accesi in contemporanea e di conseguenza urlano per parlare tra di loro. Un paradiso! Vabbè, è mi figlio. Vabbè, invita sempre quacuno a pranzo o a cena. Vabbè che io non sono sola (e manco vecchia a dirla tutta). Ah, la corsa dal dentista l'ho fatta io, un'ora e mezza mentre gli ricostruivano gli incisivi l'ho passata io su uno sgabellino. Lui molla i soldi. Direte, almeno quelli. Già, ma poteva portarli lui dalla dentista. Eh, il gran lavoratore stressato che viaggia tutti i giorni, povero, povero ciccio. Ma l'ho forse scelto io? Il bello è che era pure venuto a chiedere che ne pensavo e se ero disposta a muovermi pure io (a suo tempo gli diedi il mio benestare per la Toscana, che ovviamente rifiutò e quindi ora pedali!)

Ma se mi sento dire dall'erede "Mamma, tu che non fai niente..." vedo rosso. E fumo dalla testa.

Scusa? Io ho fatto del male a te? Ma la volete sapere tutta- tutta? Il discorso è partito dalla mia precisa richiesta di non portare, per piacere, mio figlio a casa della sua ex-amante (per sua sfortuna abita nella stessa via di una mia amica che mi ha raccontato di averli visti spesso lì) che non mi pare un grande esempio di moralità (lo so, ma non è che sono bacchettona e che quella si è scopata mio marito mentre faceva terapia di coppia per salvare il suo matrimonio e infatti ha divorziato). Risposta: "Lei mi ha fatto solo del bene". Già, del bene... A TE!!! Non mi sembra che ne abbia fatto nè a me, nè all'erede.

Mi sembra di avere a che fare con un mondo di pazzi.

E prima mi viene a dire che mi vuole cancellare dalla sua vita, ora che si tratta concretamente di darmi i miei soldi dato che vuole a tutti i costi la mia metà di casa non ha più fretta. E, magnanimamente (bah, parlava davanti al figlio per farsi vedere ciò che non è) è disposto a ritardare il divorzio se dovessi avere bisogno di cure mediche per non levarmi subito l'assicurazione sanitaria. Un angelo che dice di provare ancora amore per me! Gli ho risposto che era POSSESSO, non amore. E ha inizito a parlare di guerra.

Veramente SCONSOLATA. Ma non sola e tantomeno vecchia, tièèè.

Postato da: lacolf a 23:22 | link | commenti (2)

martedì, 29 settembre 2009

Giorni che passano...

Mare che chiama,

mare che accoglie,

tra le tue braccia

io sono viva.

Con i piedi nell'acqua

mi guardo intorno,

spalle al sole,

e sento il calore che brucia.

Una solitudine infinita mi prende,

senza lacrime dal sapore salato.

Nulla posso,

nulla è per sempre,

nulla è consolatorio

in mancanza d'amore.

Sentire, amare, vivere,

piangere, baciare, sfiorare,

precipitare nella passione,

lontano. Forse.

Forse nulla è preduto.

C'è qualcosa che spinge,

dentro di me si imbizzarrisce,

sale come la lava di un vulcano.

Brucia gli occhi,

fa tremare le mani,

le fa tendere al nulla,

le fa tendere ugualmente al nulla.

Tutto torna indietro.

Prima o poi.

Postato da: lacolf a 15:10 | link | commenti

martedì, 22 settembre 2009

Inquietudini

Punto uno: mi dovrei fare i complimenti da sola. Ad agosto sono andata a richiedere una consulenza legale per iniziare a pararmi il lato b in previsione dell'undici novembre, data in cui scadono i termini della separazione. Credevo, pfui a me, ma convinta che la parte avversa non avrebbe aspettato mezza giornata, di giocare d'anticipo. Appuntamento giovedì (con una nuova avvocata per tastare il terreno), carte tutte pronte e tempo per richiederne altre. Ma venerdì squilla il telefono e, dalle nebbie del tempo, la mia avvocata di tre anni fa mi fa sapere che l'avvocato della parte avversa si è già mossa per dettare condizioni di divorzio. Mi ero detta, che prima di ricontattare lei, avrei chiesto un altro parere. Quindi, settimana prossima, altro round. Devo ricordarmi di telefonarle.

Punto due: mi rendo conto di essere, da qua, completamente assente. Nel senso che scrivo ogni tanto, rispondo ogni tanto ai commenti, e giro molto poco per gli altri blog.  Istintivamente, per come sono fatta, tenderei a chiedere scusa, perchè pare una mancanza di interesse per le perseno che mi seguono o mi hanno seguito. Non è così. Penso a molti di voi con affetto. Mi piacerebbe averli vicino per un caffè, due chiacchiere, un vis a vis che in questo mondo è poco possibile per tutta una serie di problematiche. Mentre io, in questo momento, ho bisogno di materialità. Nel frattempo mi rendo conto che da qua non ci passa quasi più nessuno.

Punto tre: la schiena continua a tormentarmi da un sacco di tempo. Lombalgia. Se mi siedo mi alzo a fatica. Solito discorso: terapie fisiatriche. Ma poi? Mica basta un'ora di danza alla settimana, ma di più non posso fare. Domani spero di farmi una nuotata al mare, e spero nella clemenza del tempo.

Punto quattro: ho anche un dente che fa i capricci. Non fa male, semplicemente ha deciso che dobbiamo separarci senza possibilità di scelta, temo. E continuo a rimandare la telefonata. Non perchè abbia paura del dentista, che è bravissimo, ma ogni volta che mette mani in bocca son mazzate. Dovrò farlo.

Punto cinque: questa è una sciocchezza. Ma trovarsi, su facebook, nello stesso gruppo con una persona che era l'altra, quella ufficiale, di una storia, d'accordo ormai passata, ma il rospo è stato duro da mandare giù, anche perchè mi ha completamente destabilizzato definitivamente, mi ha fatto restare basita. Con quel nome che spiccava come una lucina. Sembrava dirmi "chiedi la mia amicizia".

Postato da: lacolf a 20:24 | link | commenti (4)

martedì, 15 settembre 2009

Pioggia che arriva

Dei volti. Mi capita, talvolta e a dirla tutta molto raramente, di vedere un volto che vorrei segure con un dito. Passarlo sulle sopraciglia, sugli occhi, seguire il contorno del mento per sfiorare le labbra.

Mai volti bellissimi, solo interessanti. Vissuti per certi versi.

Una sessualità ferita la mia. Una sessualità che si era risvegliata con una voce. Ferita da chi doveva amarla e invece l'ha solo sepolta sotto una cenere di gesti e parole. Gesti senza amore e parole senza rispetto.

Oggi lo dovevo scrivere questo. Oggi che finalmente ho visto il video dello spettacolo. Oggi che lì non mi sono piaciuta perchè mi son vista goffa e "ingombrante". E goffa e "ingombrante" lo sono per causa mia, non senza colpe altrui. Non cerco capri espiatori. Potrei trovarne troppi. Meglio allora lasciar perdere.

Son stanca di me così.

Mi sto facendo crescere le unghie, mi metto anche lo smalto. Dovrei farlo anche in senso figurato. Mi si chiede come faccio a essere così remissiva e per certi versi cogliona. Carattere? Penso spesso che invece sia paura, una paura che non riesco a cacciare lontano da me che mi rende debole senza che riesca a graffiare. La stessa paura che ho quando penso a fare l'amore con un uomo.

Chissà se qualcuno ha capito, con il tempo, cosa aveva voluto dire per me farci l'amore. Ma dubito. Quello, per lui, era solo sesso tra adulti consenzienti. Non per me. Non per me. Per me era molto di più. Ma anche questo è passato.

Ora quel che posso fare è ricominciare. Tutto da capo.

Postato da: lacolf a 22:17 | link | commenti (3)

giovedì, 10 settembre 2009

Il perdono

E' dei forti o dei deboli? Dare seconde possibilità è da fessi o da coraggiosi?

Domande che passano nella mente senza particolari situazioni, che qua, insieme a questo caldo che non passa, questa pioggia che non arriva, le cose restano immobili come le foglie sugli alberi (quelli che non sono bruciati). Non so neanche io se voglio una scossa, di quelle potenti che scacciano tutti i demoni e tutti gli angeli.

Strano settembre questo. Mi sembra così strano che le scuole ricomincino tra pochi giorni, come se fossero in anticipo sui tempi. Tutta l'estate è stata strana. Forse perchè non mi sono mossa da qua, forse perchè non avevo il mio erede qua per così tanto tempo, forse perchè anche dentro di me qualcosa sta cambiando. E non solo in me. Anche intorno a me. Casa ha già cambiato, di nuovo!, aspetto.

E le rane aumentano.

Nessun perdono in vista.

Debole e fessa agli occhi dei più.

Viva, sempre e comunque.

Postato da: lacolf a 22:42 | link | commenti

venerdì, 04 settembre 2009

Al via

Un paio di settimane e l'avventura continua. Oggi iscrizione, per il secondo anno, ai corsi di musical! Mi emoziono già da ora. Penso già alle risate che ci faremo. Il "nostro" Don Silvestro (che continuo a chiamare Don Pasquale) era anche lui lì, in prima fila come me a iscriversi. Speriamo che ci siano di nuovo tutti, e anche altri nuovi (che più siamo e più ci divertiamo). E chissà che quest'anno non riusciamo ad avere anche noi il maestro di canto (il famigerato Stefano dagli occhi azzurri, serissimo e bravissimo, che però forse mi ricorda un po' troppo un altro Stefano dagli occhi azzurri).

Oggi, stranamente sono in pace con me stessa e vedo tutto roseo davanti a me, anche le cose più pesanti. Sarà il libeccio che rinfresca la mente??

Postato da: lacolf a 19:08 | link | commenti (7)

venerdì, 21 agosto 2009

Pensavo

Pensavo di averle sentite tutte. Parlo delle scuse che gli uomini si inventano quando hanno un'amante e devono giustificarsi con la moglie. Porto fuori la spazzatura, ho una cena di lavoro o un viaggio di lavoro, palestra, prove di concerto, un'operazione improvvisa per i medici ecc. ecc. Ma l'ultima che mi hanno raccontato è da vero idiota: ossia fingere un'improvvisa omosessualità e quindi una serie di uscite con il presunto "amico" che invece, ovvio!!!, trattavasi di un'altra donna la quale si è già separata, mentre lui, il presunto gay, ancora vive con la moglie.

Che cuor di leoni. Questo lo fece anche quello che ho sposato io (che però da gran macho quale si reputa, mai avrebbe usato una scusa simile!!), cioè trovar scuse banali ed essere scoperto in un centesimo di secondo. Fattevi un tantino più furbi. Se dite che andate a lavorare, non tornatene belli abbrozzati, per non dire ustionati, quando, in realtà, avete detto di lavorare in ufficio tutto il giorno!

Ah, e tiratele fuori, ogni tanto, le palle!!! O devo pensare che li ho trovati tutti io?

Postato da: lacolf a 23:18 | link | commenti (4)




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